La parrocchia

La parrocchia & le sue chiese principali:

Parrocchia dei Santi Nazaro e Celso:

La chiesa dei Santi Nazaro e Celso, chiesa Parrocchiale di Bellano, sorge sulla Piazza della Prepositurale, a pochi metri dall’entrata dell’Orrido. Nel 1341 l’antica chiesa allora dedicata a San Giorgio, dal nome dell’omonima Piazza, fu parzialmente distrutta da una piena del torrente Pioverna e venne in seguito ricostruita. Fu solo nel XIV secolo che la nuova chiesa venne dedicata ai Santi Nazaro e Celso. Lo stile tardo romanico dell’edificio è ancora chiaramente leggibile nella pianta a tre navate absidate e nelle monofore otturate della porzione superiore della navata centrale, visibili all’esterno della chiesa. La ricostruzione trecentesca ingentilisce la struttura dotandola di una splendida facciata a tre campi che presenta decorazioni marmoree a fasce bianche e nere, tre portali ogivali modanati e decorati con semicapitelli scolpiti e un rosone a più ghiere in terracotta invetriata. Altro elemento di spicco della facciata è l’edicola con un rilievo marmoreo dedicato a Sant’ Ambrogio. Pregevoli gli affreschi della volta centrale oltre ai due grandi confessionali in legno intagliato e al battistero in marmo. L’interno a tre navate subì diversi restauri nel corso dei secoli, soprattutto in seguito alle visite pastorali di San Carlo Borromeo, cui si deve la costruzione della sacrestia e del campanile nell’anno 1567. L’affresco strappato dalla lunetta soprastante la porta centrale è conservato all’interno della chiesa dove è notevole l’ancona che illustra la vita di Giovanni Battista, opera di artista di grande scuola dei primi decenni del XVI secolo. Su entrambe le navate, all’altezza della quarta campata, sono poste due mensole in marmo a sostegno delle acquasantiere. E’ di notevole importanza la ricca collezione di oggetti e arredi liturgici antichi.

 

 

 

 

Chiesa di S. Marta:

Fronteggia la Parrocchiale la chiesa di Santa Marta insieme all’ex sede dell’omonima confraternita, oggi centro parrocchiale.
La scuola è documentata dal 1387, mentre la chiesa è citata per la prima volta nel 1455 dalla visita pastorale di Gabriele Sforza. L’ancona e le pitture descritte in quel testo sono scomparse, tranne una Pietà tardogotica sulla facciata e un frammentario San Giacomo nella prima cappella sinistra, che si è riferito nell’ambito di Bartolomeo De Benzi  da Torno.
Rimane il prezioso gruppo ligneo di nove statue a grandezza naturale raffigurante la Deposizione ed attribuito allo scultore Giovanni Angelo Del Maino, noto dal 1496 al 1536.
La facciata, frutto di un intervento che modificò l’asse della vecchia chiesa, conserva gli archetti gotici, mentre il portale a timpano spezzato, sormontato da una nicchia con statua del Battista, dovrebbe riferirsi al 1589.

A pochi anni prima risale la splendida decorazione a stucco ed affresco del tiburio: negli intradossi dei due archi scampati Profeti e Sibille, nei pennacchi i Profeti Maggiori, nel tamburo i SS. Nazaro e Celso e le SS. Marta e Maria Maddalena, negli spicchi della volta allegorie e Angeli coi simboli della Passione. Al secolo XVII risalgono interventi diversificati nella chiesa: il campanile, gli interessanti panconi del presbiterio, rustica opera locale, il mobile di sacrestia, i pezzi più antichi del tesoro e alcuni dipinti: dall’Apparizione della Vergine col Bambino a S. Antonio da Padova nella prima cappella destra, opera di un morazzoniano, la Supplica di Marta e Maria a Cristo (rara iconografia) sull’altar maggiore, e due tondi con S. Giovanni Battista e S. Giovanni Evangelista.
La decorazione del presbiterio venne ultimata nel 1706 coi due quadroni dei Miracoli di S. Marta.
Agli anni intorno al 1739, trovandosi nella cappella edificata in quel tempo, dovrebbe ascriversi l’ovale con la Madonna col Bambino e i SS. Michele come Angelo custode e Nicola da Tolentino.

 

 

Chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano al Ponte:

Dietro l’abside della Parrocchiale, vicino al torrente Pioverna, che a breve distanza precipita nel famoso Orrido, sorge la chiesa dei SS. Rocco e Sebastiano al Ponte, la cui costruzione nel 1489 è attestata dalla data incisa sull’architrave del portale. La chiesa venne consacrata nel 1502 e resa, nel 1587, sede dell’omonima Confraternita che l’amministrò sino alla soppressione del 1786.

Restaurata nel 1969, è ora Sacrario dei caduti e ospita due tele del pittore bellanese Giancarlo Vitali.
Più che le dimesse forme architettoniche sei-settecentesche della chiesa, del portico antistante e del campanile, meritano cenno la Croce trionfale con l’architrave e l’altare ligneo col Cristo risorto e i SS. Rocco e Sebastiano, vigorose opere seicentesche vicine allo stile del confessionale e dell’altare del Rosario nella Parrocchiale. Il Paliotto con S. Rocco è discreta opera settecentesca, simile a quelle di Pagnona. Sono invece perdute la pala (Madonna col Bambino e i SS. Sebastiano e S. Rocco) e l’affresco absidale (Crocifissione coi SS. Sebastiano e S. Rocco) citate dalla Visita pastorale del 1611.

 

EX Chiesa S.Nicolao:

Nella parte più antica di Bellano si trova la Chiesa di San Nicolao.
Attualmente sconsacrata e di proprietà dell’Amministrazione comunale, che la utilizza per iniziative culturali, fu anticamente un punto fermo per la religiosità di tutta la zona.
Notevoli sono gli affreschi che la decorano e che testimoniano la sua passata importanza.

 

Bonzeno, chiesa di Sant’Andrea: 

Al suo interno vi è un crocifisso del Duecento recentemente restaurato ed esposto al pubblico. Suggestive le cappelle della Via Crucis lungo il percorso che porta alla chiesa. Oltre al crocifisso ligneo la chiesa conserva un affresco con la Madonna col Bambino del primo Cinquecento. Si hanno  poi notizia di diversi interventi seicenteschi: nel 1653 l’affresco, sulla parete sinistra, venne strappato per dare origine alla seconda cappella; nel 1672 il parroco di Bellano Paolo Antonio Rubini – attivo per la fondazione del Santuario di Lezzeno – diede incarico a Domenico Lorla di Bellagio di eseguire l’altare maggiore in legno, ancora esistente. È forse di quest’epoca la pala con il Martirio di Sant’Andrea. Fra il 1673 il 1683 venne realizzata la cappella di destra, la cui pala raffigura il Martirio di Santa Eurosia,. Nel 1741 fu costruito il severo campanile, e poco dopo il 1746 il crocifisso citato venne collocato nel nuovo altare, nella prima cappella a sinistra. Negli atti del Ninguarda è annotato che «item mezo altro miglio sopra Bellano dalla destra vi è una villa de fochi 5 chiamata Bonzeno, con una chiesa di S.to Andrea».

 

 

Ombriaco, chiesa di San Vincenzo: 

 

 

Lezzeno: il Santuario della Beata Vergine:

La tradizione narra che il 6 agosto 1688, Bartolomeo Mezzera, un contadino del posto, mentre rientrava dal lavoro, passò davanti a una cappelletta dove era posto un tondo in gesso con l’immagine della Madonna. Si fermò per recitare una preghiera e vide che la Madonna piangeva lacrime di sangue. Bartolomeo corse naturalmente ad avvisare i parenti e il parroco di Bellano che, il giorno seguente, fece giungere la notizia al vescovo di Milano. Due anni dopo, il 6 agosto 1690, venne posata la prima pietra del santuario, che fu ultimato nel 1694. Alcuni anni dopo, nel 1706, il tondo in gesso con l’immagine della Madonna delle Lacrime fu tolto dalla cappelletta e collocato in una nicchia sopra l’altare maggiore del santuario, dove si trova tutt’ora. L’interno del santuario è a una sola navata a croce greca ed è riccamente ornato di marmi (prevale il marmo nero di Varenna), stucchi e dipinti fatti in epoche successive alla costruzione. L’altare maggiore è naturalmente dedicato alla Vergine ed è sovrastato da una nicchia con l’immagine miracolosa della Madonna delle Lacrime. Molto vasto è anche il ciclo di affreschi che furono realizzati nel XX secolo. Quelli delle volte sopra l’altare maggiore (Incoronazione ed Esaltazione della Vergine) sono opera di Giovanni Garavaglia e risalgono al 1953.  Sulla volta della parte più stretta spicca l’affresco di Luigi Morgari con l’Assunta in una gloria di Angeli. Del Morgari sono anche gli affreschi delle pareti sopra le porte delle sacrestie che rappresentano due eventi che hanno avuto al centro la Madre di Gesù: le nozze di Cana e la discesa dello Spirito Santo o Pentecoste. Nella volta centrale il Morgari ha dipinto l’Adorazione dei Magi, l’Incontro del Vecchio Simeone con la Sacra Famiglia e la Deposizione inaugurati nel 1918.

Pradello: la chiesa di San Carlo Borromeo.